Monologo al Festival di Sanremo

Un monologo al Festival di Sanremo, come quelli importanti

Di ritrovarsi sul palco del teatro Ariston per fare un monologo al Festival di Sanremo non capita di certo tutti i giorni, ma di notte qualche volta può capitare...

Per un ragazzo abbastanza timido al quale non è che piaccia particolarmente parlare in pubblico è una situazione un po' particolare, ma tanto parliamo di un sogno quindi male che vada ti svegli, fai un mezzo sorriso e ti riaddormenti. 
Adesso veniamo al dunque, sono dietro le quinte dalle quali vedo il palco, l'artista che sta cantando ed il pubblico seduto. Il cantante che c'era sul palco finisce, adesso tocca a me, non ricordo come vengo presentato, se con il mio vero nome o no, ma comunque eccomi è il mio momento, guadagno il centro del palco, arrivo al microfono e saluto il pubblico. Comincio il mio monologo, parlo della gente stupida, la cosa particolare è che cammino per il palco trascinandomi il microfono con tutta l'asta, purtroppo non ricordo nello specifico cosa dicevo, in realtà all'inizio non sembra andare molto bene ma un mia battuta (che non ricordo ovviamente) causa delle grasse risate tra la gente, da li acquisto sicurezza e sono molto meno impacciato. 
Il mio tempo finisce, ma dovrò tornare sul palco, e mi ritrovo dietro le quinte, ci sono tre ragazze ben vestite per l'occasione che mi fanno compagnia e mi assistono mentre aspetto di concludere la seconda parte del monologo. Seconda parte del monologo che non ci sarà perché l'ultima cosa che ricordo, prima che finisca il sogno, è un frate al quale fanno la barba sul palco del Festival di Sanremo.

In realtà ci sono altri due sogni dei quali ho ricordi. Il primo non mi va neanche di scriverlo perché, anche protetto dall'anonimato, lo sento troppo personale, e soprattutto rievocarlo mi da troppo dolore visto che riguarda una situazione che causa in me sofferenza...anzi spero di dimenticarlo presto.
Il secondo è popolato da grossi insetti tipo scolopendra (per chi non lo sapesse grossi millepiedi ma più brutti) per cui stenderei subito un velo pietoso...

 

 

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